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“L’India è come un pugno nello stomaco. In India il tempo scompare e sfumano orari, programmi, appuntamenti. In India si devono tenere aperte le porte, le strade e la mente. In India si impara ad avere pazienza, a fare le code, ad aspettare. L’India puzza di piscio e di merda e profuma di cibo, di fiori e di incenso. L’India è religione, riti e celebrazioni. L’India è morte. L’India è sole, acqua e feste. L’India ti avvolge nei suoi sari colorati come farfalle e ti accompagna per le strade a vedere la gente che muore di fame. In India una vacca vale di più di un uomo ma un bambino vale più di una vacca. Tutto ciò che succede è vero, ma è vero anche il suo contrario. L’India è un elastico, da una parte all’altra fino al limite, sempre con il rischio che si rompa. L’India è un viaggio nel tempo, la danza della vita nel passato di chi qua approda che si illuminerà all’improvviso di fronte al sorriso di un bambino.”
di Paola Pedrini









Gujarat tra deserto pastori nomadi Gandhi






























