Maha Shivaratri la notte di Shiva a Pashupatinath

Shivaratri o Maha Shivaratri “la notte di Shiva” o “grande notte di Shiva”, quest’anno cade il 13 febbraio 2018, ed  è il giorno in cui migliaia di devoti di Shiva saranno in viaggio verso il più santo dei templi indù in India e in Nepal. In Nepal il più sacro tempio è Pashupatinath. Lì si incontreranno con migliaia di sadhu (uomini santi) e si riuniranno nei recinti del tempio.

E’ una delle festività più importanti per l’induismo perché il Maha Shivaratri celebra Shiva  il dio della creazione e della distruzione. Si crede infatti che in questa notte Shiva e Parvati siano convolati a nozze.

Maha Shivaratri “la notte di Shiva” si celebra ogni anno tra febbraio e marzo, esattamente la quattordicesima notte oscura del mese che il sistema astrologico indiano chiama Phalguna.

Il Maha Shivaratri è una festa unica che non si troverà da nessuna parte. Per prima cosa, è uno festa in cui fumare erba (marijuana) è la cosa da fare. Al tempio, ci si imbatte in orde di ragazzi stretti intorno a sadhu che la offrono sul piatto. A quanto pare, ottenere marijuana in questa giornata si suppone che sia qualcosa che farà piacere a Shiva. Un parallelo può essere tracciato tra questo e lo sballo con il bhang (una bevanda inebriante a base di marijuana), che è consumata in abbondanza durante i festeggiamenti di Holi, la festa di colori. Holi, è una festa più gioiosa, più chiassosa, allegra; il Maha Shivaratri non è così chiassosa, è più una esperienza spirituale.

Celebrazione del Maha Shivaratri “la notte di Shiva”

La festa inizia il giorno prima, durante i quali i fedeli consumano un unico pasto. All’alba del mattino successivo, fanno il bagno ed eseguono alcuni riti al tempio. La festa raggiunge il culmine verso sera quando i fedeli partecipano a quattro puja ognuna per i quattro quarti della notte.

In Nepal il Pashupatinath Temple è il centro epico dei festeggiamenti e l’accesso al tempio principale è consentito solo agli indù. Ora, questo tempio è qualcosa di diverso, un complesso che si estende su circa 281 ettari circa ed è situato sulle rive del fiume Bagmati. Anche se, si dice sia stato costruito nel 1653, ma era già un luogo di culto molto prima come testimonia  un’iscrizione qui scoperta  che dimostra che un altro tempio risalente al V secolo, inizialmente era lì. Secondo il Gopalraj Vamsavali, la più antica cronaca del Nepal, il tempio è stato costruito durante l’era Licchhavi.

All’interno del tempio principale edificato in stile pagoda, potete vedere un lingam (il simbolo fallico di Shiva), del XIV secolo, che ha quattro facce (così conosciuto come Chaturmukhi quattro facce). Davanti alle porte riccamente in rilievo, vedrete un grande figura placcato in oro con la figura di Nandi, il toro, il veicolo di Shiva, che si dice sia di 300 anni. All’interno dei locali del complesso di Pashupatinath, vi imbatterete in molti templi più piccoli così come i ghat (motivi di cremazione) sulle rive del fiume santo Bagmati. Fino a poco tempo fa, una parte di un ghat l’Arya Ghat era stato riservato per il re.

Tornando al tempio principale, le cui porte sono aperte al culto solo in determinati orari nei giorni normali, rimarrà aperto per tutta la notte durante il Maha Shivaratri. Durante il giorno, si vedranno lunghe folle di devoti che per l’occasione effettuano un bagno rituale nel fiume Bagmati. Vedrete lunghe file di altri devoti pazientemente in piedi per ore con le offerte per il culto nelle loro mani, sia nella parte anteriore e nella parte posteriore del tempio. Per evitare resse ci saranno centinaia di volontari il cui compito è di vedere che le linee siano ordinate, rispettate e per fornire un aiuto in caso di necessità per i devoti che hanno bisogno dello stesso. Alcune organizzazioni di servizio sociale per l’occasione allestiranno piccoli campi dove saranno distribuiti acqua potabile, e saranno attrezzati per il primo soccorso in caso di malori e malesseri.

Vedrete anche centinaia di scimmie nel recinto, intente a muoversi tra la folla, raccogliendo qualcosa di commestibile.

Ma, l’aspetto che più salterà agli occhi  sarà la vista di numerosi saddhu. Il termine sadhu letteralmente traduce “che viene, che conduce dritto alla meta” e  sono degli asceti shivaiti che attraverso una rigorosa pratica spirituale e di rinuncia ai piaceri della società vive una vita semplice e di preghiera per accelerare il processo per raggiungere il moksha. Molti sadhu che si incontrano a Pashupatinath per questa ricorrenza avranno la cenere spalmata su tutto i loro volti e corpi, tranne che nella fronte  che sarà segnata da tre linee orizzontali di cenere bianca. Mentre la maggior parte di questi avrà un qualche tipo di abbigliamento che copre le loro parti intime, sarà comunque probabile imbattersi in alcuni che sono completamente nudi, con anche le loro parti intime spalmate con la cenere. Alcuni sadhu sono stanziali nei dintorni del tempio per tutto l’anno,  altri provengono dal resto del Nepal,  ma il gruppo più numeroso di sadhu provengono per lo più dalla vicina India in quanto per loro Pashupatinath è uno dei loro abituali luoghi di pellegrinaggio annuale.

Sadhu dediti a fumare erba (marijuana), dato che si suppone sia una cosa che faccia piacere a Shiva

Questi saddhu assomigliano ad una colorata tribù e oltre ad osservare il loro corpo ricoperto di cenere sarete certamente colpiti anche dalla loro pettinatura, che è la parte più esotica della persona.

Molti porteranno capelli dread, non puliti e parecchio trasandati. Si potrà anche notare che la maggior parte di questi sadhu sono piuttosto soliti portare, insieme ai loro dreadlock delle trishul  o tridenti (una specie di forca simbolo di Shiva), il che li rende uno spettacolo spaventoso per i bambini. Infatti il Maha Shivaratri è quello che è, un festival in gran parte esotico a causa della presenza di queste particolari abitanti del mondo indù.

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