Namaskar mudra e Anjali mudra gesto di saluto, preghiera, adorazione

Namaskar mudra è il gesto di saluto con le mani davanti alla fronte, simile all’Anjali mudra due mani giunte davanti al petto che è un gesto di adorazione, preghiera e di saluto rispettoso, caratteristico delle divinità minori. L’Anjani mudra è anche conosciuto come Hridayanjali mudra, che significa ammirazione per il sigillo del cuore dall’anima.

In entrambi i casi si tratta di mudra che significano “sigilli, segni, pegni”  o hasta “mano”, usano le mani come segno di protezione e fanno parte delle credenze indiane da tempo immemorabile. Nei rituali e nell’arte i mudra e hasta designano le posizioni della mani e delle braccia che sono investite di un significato. Esistono sessantaquattro mudra nella danza e nell’arte, centootto nel tantrismo

Significato e origine Namaskar mudra e Anjali mudra

Il gesto del Namaskar mudra è un gesto praticato in molti paesi asiatici e usato come segno di rispetto, saluto e addio/congedo  in paesi come India, Nepal, Sri Lanka, Birmania, Thailandia, ecc. La parola “Namaskar” deriva dalla parola sanscrita “namaha” che significa pagare/rendere omaggio. Si ritiene che sia stato avviato in India come un gesto per rispettare gli anziani, gli dei, le divinità e così via.
I palmi e le dita sono premuti insieme e puntati verso l’alto. Il Namaskar mudra è spesso seguito dall’espressione “Namaste”, che significa: “Possa la bontà (divina) in me vedere la bontà (divina) in te“, e spesso è solitamente pronunciato con un leggero inchino “Pranam” che significa “mi inchino al divino in te”.

Namaskar mudra e Anjali mudra

Namaste: possa la bontà (divina) in me vedere la bontà (divina) in te

Questo mudra porta però un significato più profondo e più importante di un semplice saluto o addio nella cultura indiana e nepalese. L’unione dei due palmi può anche essere inteso come l’unione degli emisferi destro e sinistro del cervello che rappresenta anche l’unificazione.
Il mudra è anche rappresentazione simbolica della connessione con il divino in ogni cosa. Anche per questo  è usato anche in molti asana dello yoga.

L’Anjali mudra in sanscrito ha significati diversi, che vanno dall’offerta, al gesto di riverenza, al saluto con il particolare fine di onorare o celebrare.
Nel  gesto dell’Anjali mudra, le mani dei soggetti sono generalmente tenute a livello dello stomaco o delle cosce, la destra sopra la sinistra, i palmi verso l’alto, le dita estese e i pollici che toccano le punte.
Comunemente nell’arte, l’Anjali mudra sono ritratti con entrambe le mani tenute nel chakra del cuore con i pollici che si appoggiano leggermente sullo sterno. Mentre gli occidentali usano questo gesto per la preghiera, i buddisti lo associano più alla vera natura di tutte le cose, oltre ogni distinzione.

La maggior parte delle volte lo eseguiamo con le nostre mani al centro del nostro chakra del cuore, questo rappresenta l’equilibrio e l’armonia tra il lato destro e quello sinistro riuniti nel nostro centro. Questo equilibrio può essere non solo fisico ma anche mentale ed emotivo, e l’idea è di portarci al centro per prepararci alla meditazione e alla contemplazione. Lo stesso mudra può essere eseguito anche sul chakra del sopracciglio con la punta del pollice appoggiata al terzo occhio. Poiché il mudra è formato dall’unione dei due palmi, significa anche la coesistenza dei due regni inseparabili, che sono in realtà uno.
Questi mondi sono il regno dei diamanti o Vajradhatu e il regno di Matrix o Garbhadhatu. Questi regni sono la rappresentazione delle due sfaccettature di una vita spirituale e rappresentano l’azione reciproca delle azioni sia spirituali che materiali.

Pertanto, eseguire Namaskar mudra e Anjali mudra può anche essere inteso come un modo per onorare sia se stessi che l’altro in quanto il gesto riconosce la divinità sia di chi lo fa che del ricevente.

Namaskar mudra e Anjali mudra

Durante le abluzioni si ripete più volte il gesto dell’Anjali mudra

Nel buddhismo è interessante notare come le statue del Buddha non si vedono quasi mai fare questi mudra, poiché si ritiene che il Buddha non ha bisogno di mostrare la devozione a qualsiasi cosa in quanto è l’unica potente energia della luce e divina. Pertanto, i Buddha non hanno bisogno di esprimere e mostrare l’adorazione.

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