Navaratri e Dussehra due importanti celebrazioni induiste

Navaratri e Dussehra celebrazioni induiste

Navaratri e Dussehra sono due importanti festività induiste che si celebrano nel mese di Ashvina (tra settembre e ottobre), il settimo mese del calendario indù. Navaratri letteralmente “le nove notti” si  conclude il decimo giorno con il Dussehra che festeggia il trionfo di Rama, un avatar di Vishnu, sopra il re demone a dieci teste Ravana.

Dussehra coincide con il culmine del festival Navratri di nove giorni.

Navaratri o Navratri

Il Navaratri  o Navatri è una festività associata all’equinozio di autunno, inizia il primo e finisce il decimo giorno  della parte luminosa del mese di Ashvina. Durante questi dieci giorni si celebrano feste, alcune delle quali affondano le loro radici in antichi riti di fertilità. Al centro delle celebrazioni  vi sono due grandi avvenimenti mitologici: la vittoria della dea Durga su Mahishasura e quella di Rama su Ravana che aveva rapito la moglie di Rama, Sita.

Nell’India del nord il posto d’onore spetta a Rama, nell’India del sud e ad est a Durga, tanto che nel Bengala la festa di Navatari è chiamata Durgapuja, nel Maharashtra e nel Gujarat , le due tradizioni convivono.

Le celebrazioni variano da stato a stato, in alcuni stati i primi tre giorni sono dedicati alla dea Sarasvati (Sarasvati-puja), tutti i libri sacri vengono impilati e vi si pone sopra l’immagine della dea, che viene invitata ad entrarvi. Il terzo giorno viene congedata, dopo aver fatto un’offerta in denaro.

Nel Tamil Nadu  i primi tre giorni sono invece dedicati a Lakshmi, i tre seguenti a Durga e gli ultimi tre a Sarasvati.

Gli antenati vengono commemorati nel Mahanavami o “grande nono giorno”.

Per tutto il periodo del Navaratri vengono rappresentati episodi della storia di Rama Rama-lila e si recitano brani del Ramayama, celebrazioni che culminano il decimo e ultimo giorno chiamato  Dasara o Dussera quando si tengono i festeggiamenti più famosi. In questo giorno si allestisce un rogo cerimoniale di grandi immagini raffiguranti Ravana, suo fratello Kumbhkarna e suo figlio Meghnada. Queste effigi  sono riempite di petardi e fuochi d’artificio colpite dalla freccia scoccata da Rama, bruciano riducendosi  in cenere.

Dussera o Dussehra

Il Dussehra, chiamato anche Daśaharā, Dasehra, Dashahara, Dashera, Dassera e Vijayadasham, simboleggia la vittoria del bene sul male. Il nome del festival deriva dalle parole sanscrite dasha “dieci” e hara “sconfitta”, e  viene celebrato in maniera diversa nelle varie parti dell’India.

Nel Bengala l’immagine di Durga, che è stata adorata nei nove giorni precedenti, viene portata al fiume o al mare e immersa nelle sue acque, vengono poi sacrificati tori e bufali in suo onore.

Nelle zone dell’India dove la festa è incentrata sulla vittoria di Rama su Ravana il decimo giorno è anche detto   Vijayadashami o Vijaiya-dashami “il decimo della vittoria” dove Vijaya significa “vittoria”, perché si crede che Rama si propiziò la dea Durga per nove giorni e le offrì oblazioni il decimo giorno, prima di attaccare Ravana; di cui il carattere regale e militare della festa. In passato, questa data era considerata favorevole e di buon auspicio per iniziare una campagna militare.

Il Dussehra è prevalentemente un festival dell’India del nord, è celebrato con grande fervore e fanfara. Incorpora Ram Lila, una rappresentazione teatrale di gala della storia della vita di Rama. Le effigi di Ravana – spesso insieme a quelle di Meghnada (il figlio di Ravana) e Kumbhkarana (il fratello di Ravana) – sono pieni di petardi e incendiati di notte in campi aperti.

Navaratri e Dussehra celebrazioni induiste

Dussehra a Mysore con sfilata della effige della dea Chamundeshvari

Anche a Mysore il Dussera è particolarmente sentito e festeggiato. Qui i festeggiamenti avvengono attorno al palazzo di Mysore e al suo interno, e molto suggestiva è la colorata processione in cui Chamundeshvari (una delle forme di Durga), dea tutelare della famiglia regnante, è portata in processione su un trono d’oro da un elefante riccamente decorato.

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