Maria Luisa e Leonardo commentano il loro viaggio in Gujarat

Buona sera Samuele,

desideriamo ringraziare innanzi tutto Samuele per la precisione e razionalità dimostrata nell’organizzare con noi il viaggio. Lo ringraziamo anche per la pazienza e disponibilità con cui è venuto incontro alle nostre pignolerie. In conclusione siamo del tutto soddisfatti dei suoi servizi di cui già ci avvalemmo felicemente in passato e lo terremo in considerazione per il futuro raccomandandolo ad amici.

Sì è andato tutto bene e il nostro giudizio è fondamentalemente positivo. Le osservazioni che faremo saranno dunque da prendersi come consigli e integrazioni e non come critiche, a parte il caso di Dasada di cui diremo.
Ottima l’organizzazione, la tempistica e la razionalità dell’agenzia locale di Ahmedabad.
Il successo del viaggio lo dobbiamo senza dubbio al meraviglioso autista Karan, che la preghiamo di segnalare a JP Sharma e a Vaghela (cosa da noi già fatta). Anche se le conoscenze di inglese dell’autista erano molto deboli, per il resto la sua efficienza, disponibilità, cortesia, attenzione, scrupolo nei dettagli è stata encomiabile.

Ora alcune osservazioni nel dettaglio, da prendersi, ripetiamo, come umili consigli e impressioni a caldo.
Dasada: ottima la sistemazione alberghiera. Soddisfacente il giro di metà mattinata alla ricerca di animali (non visti): nel complesso il giro in jeep è stato interessante. Disastroso il programma del pomeriggio, un furto e una spiacevole perdita di tempo. Come da programma si sarebbero dovute esplorare etnie o villaggi del Piccolo Kutch. Ma ci fanno aspettare fino alle 16.30 che poi diventano 17 (il sole tramonta alle 18) per uno squallidissimo giro su un carretto trainato da un cammello che ci porta a vedere insignificanti villaggi: nessuna tribù, nessuna etnia colorata ma disperati che vivono a bordo strada o poco dietro il resort. Noi abbiamo aspettato fiduciosi l’arrivo di codesto carretto sperando in non so più che cosa, ma subito abbiamo capito di essere stati raggirati. Invece del “giorno intero per esplorare i villaggi del Piccolo Kutch” il giro pomeridiano si è ristretto a una squallidissima quarantina di minuti. Per il futuro: assicurarsi di ciò che effettivamente offrono al Rann Riders e se le cose stanno così, limitare il giro al mattino e fuggire nel primo pomeriggio. Noi abbiamo perso un pomeriggio intero che su un viaggio così breve poteva essere impiegato meglio.

Per il futuro da precisare anche che i villaggi del Grande Kutch non offrono quegli incontri con tribù o etnie di cui si potrebbe fantasticare vedendo le immagini di altri viaggiatori. Attenzione, non siamo certo ingenui. Sappiamo che per vedere queste tribù avremmo avuto probabilmente bisogno di più giorni, però anche qui meglio precisare: “per i pochi giorni che avete non pensate di vedere tribù etc., ma solo villaggi certo interessanti ma non corrispondenti a quello che uno può pensare come viaggio tra le etnie del Gujarat” (vedi Bhujodi che è solo una polverosa via su cui si affacciano negozi semi-turistici).

Bella la sosta a Morvi , tutto perfetto fino a Palitana (seguo lo schema del’itinerario), da precisare che a Bhavnaghar non c’è assolutamente nulla di interessante da vedere: occorre quindi dire: state più tempo possibile a Palitana, e scendete a Bhavnagar solo per dormire.

Detto questo la ringraziamo per il lavoro svolto e segnaleremo certamente ai nostri conoscenti e sul web i suoi servizi
A presto

Maria Luisa e Leonardo
luisa.becchio@tiscali.it 

Leonardo e Cesira commentano il loro viaggio in Tamil Nadu e Kerala

Buonasera Samuele,
scusami il ritardo con cui ti rispondo ma il rientro è coinciso prima con una forte influenza che mi ha tenuto a letto per alcuni giorni e poi sono arrivate le festività natalizie con tutto il seguito di pranzi e cene. Adesso in attesa del Capodanno trovo un po’ di tempo per scriverti alcune considerazioni e pensieri.
Innanzi tutto ancora una volta l’India non mi ha deluso. Sapevo che il sud India era diverso dal Rajasthan ma sia il Tamil Nadu che il Kerala non mi hanno affatto deluso, anzi abbiamo apprezzato molto l’aspetto religioso con pellegrini, rituali e imponenti templi del Tamil, quanto anche alle bellezze del Kerala le piantagioni di tè le backwaters, e le spiagge di Marari nel Kerala. Ho scattato delle bellissime foto che sto riordinando adesso e che condividerò volentieri con te. Anche il contatto umano con gli indiani è stato ancora una volta caldo e accogliente, sorrisi e ciondolii della testa a go go.
Veramente bello il viaggio e questo sud India, che al netto sto apprezzando più del più famoso Rajasthan.

Vengo a te e ai tuoi servizi.
Itinerario: tutto bene, sei riuscito a proporre un itinerario non troppo pesante toccando tutte le bellezze e siti più importanti. Fosse stato solo per me avrei anche tagliato un giorno di mare per aggiungere un giorno in più di tour, ma mia moglie come sai desiderava qualche giorno di mare per farsi qualche massaggio per cui ho dovuto su questo punto cedere.

Servizio trasporto: dall’arrivo a Chennai alla ripartenza da Cochin ottimo servizio con autista prudente e auto sempre in ordine.

Hotel: effettivamente non avevano gli sfarzi degli hotel del Rajasthan ma la scelta è stata ottima, tutti molto accoglienti e soprattutto abbiamo apprezzato la locale cucina molto più variegata e saporita di quella del nord. Il Maison Perumal di Pondicherry anche se piccolo rappresenta per noi la nostra sistemazione ideale.

Servizio guide: come sai non volevamo la guida per essere liberi di auto gestirci, ma abbiamo accolto il tuo consiglio di inserire qua e là alcuni giorni di guida anche solo per farci illustrare meglio i rituali religiosi e ci siamo trovati bene. Non so se le guide si sono trovate bene con Cesira che in alcuni casi le ha bombardate di domande specifiche su rituali e religione e vedevo nei loro occhi lo smarrimento … comunque se la sono cavata bene.

In conclusione tutto è filato bene e complimenti per il lavoro e per l’organizzazione. Certamente per un altro futuro viaggio in India ti consulteremo nuovamente.

Buone feste e buon anno     

Leonardo e Cesira

Maura, Beatrice e Caterina commentano il loro viaggio in Rajasthan

Buongiorno Samuele,
come le abbiamo riferito al telefono il viaggio è andato molto bene. Non abbiamo da segnalare nessuna criticità o problema. Il tour è stato molto bello e ben equilibrato anche se effettivamente le strade indiane in alcuni tragitti sono molto pessime, ma grazie anche all’autista Ashok molto bravo e protettivo nei nostri confronti,  i disagi sono stati minimi, soprattutto per la mia schiena.
Gli hotel tutti molto belli, anche la sua filosofia e scelta di hotel piccoli e caratteristici alla fine ci è piaciuta.
In merito al servizio guide in alcune città come Jaisalmer, Jaipur e Udaipur le guide sono state molto brave quasi ottime, in altre soprattutto ad Agra e Delhi le guide un po’ meno, interessate a portare a termine il servizio quanto prima e a infilarci in qualche negozio, ma anche grazie alle sue indicazioni i disagi sono stati minimi.
La ringrazio ancora per l’organizzazione del viaggio efficiente e curata e i suggerimenti utili prima e durante il viaggio. Passerò volentieri il suo nominativo a mia figlia che da anni ha in mente di andare in India.

Le auguro buone feste

Maura e le sue compagne di viaggio Beatrice e Caterina 🙂

“Ladakh, Julay buongiorno a un nuovo giorno” di Carlotta Carucci

Carlotta rientrata da un viaggio in Ladakh ha scritto un breve resoconto del suo viaggio. Alcuni pensieri sparsi che potete leggere qui:

Ladakh, Julay buongiorno a un nuovo giorno

Riflessioni e foto che descrivono questa remota regione dell’India.  Pensieri dove prevale la dimensione umana, i contatti e i rapporti con la guida e i ladakhi … aspetti che si fatica spesso a rendere e descrivere in un resoconto di viaggio.
Ecco un estratto:

Il Ladakh e le sue montagne immense e austere.
Il Ladakh e la sua aria rarefatta, l’odore di spezie e la voglia di sopravvivere.
A qualunque costo.

C’è Asia e Asia e ci sono molti modi diversi di sperimentarla.
Non era il primo viaggio che facevamo in questa parte di mondo, ma era il primo in India, anche se non sono sicura che il Ladakh possa rispondere all’immagine dell’India che, da lontano, abbiamo tutti nella mente.
Come mi ha detto la nostra guida, il nostro amico, Tonyot, se abbiamo deciso di arrivare fino in Ladakh non deve essere stato un caso; «deve esserci qualcosa nel vostro Karma, qualcosa nelle vostre precedenti vite che ci voleva far conoscere e vi ha portato qui, qui da me, nonostante tutto.»
Sì, nonostante tutto.

Perché il Ladakh è difficile anche se ti concedi qualche comfort; è ostinato, lontano, complesso.

Atterri a Leh dopo diverse ore di volo e sei a 3500 metri. Non c’è abbastanza ossigeno per noi e il corpo se ne accorge subito.

Per continuare a leggere … 

Maria Luisa e Giorgio commentano il loro viaggio in India

Assieme a Giorgio compagno di una vita abbiamo intrapreso un viaggio che da Delhi ci ha portati in Rajasthan con soste nelle famose città colorate di Jaisalmer, Jodhpur, Udaipur, Jaipur ma anche in luoghi meno conosciuti come Jojawar, Pokaran, Khandela, Orchha e infine la città sacra di Varanasi

Il primo viaggio in India atteso da anni e preparato durante questa primavera è stato tanto bello e affascinante ma anche a tratti sconvolgente.

Non starò qui a parlare delle varie città entrando nei dettagli dei monumenti, di cosa visitare, luoghi da non perdere, cosa fare e acquistare scrivendo un dettagliato diario di viaggio … c’è ne sono parecchi in rete e molto completi per cui andrei a ripetere cose già scritte. Preferisco lasciare alcune riflessioni, pensieri che il viaggio in India mi ha richiamato.

L’India è una terra ricca di contrasti, una cultura millenaria la si può immaginare attraverso i suoi film, cercare di capire dai monti libri che celebrano e raccontano questa terra, ma solo visitandola la si potrà iniziare a conoscere.

Abbiamo quindi intrapreso un viaggio che da Delhi ci ha portati in Rajasthan con soste nelle famose città colorate di Jaisalmer, Jodhpur, Udaipur, Jaipur ma anche in luoghi meno conosciuti come Jojawar, Pokaran, Khandela, Orchha e infine la città sacra di Varanasi. Per esigenze lavorative abbiamo affrontato il viaggio nella stagione monsonica ma a parte qualche giornate più calda e umida la pioggia monsonica ha fatto capolino solo per brevi intervalli.

 

Maria Luisa e Giorgio commentano

Venditrice di bracciali e monili ad orchha

Va poi detto che durante queste piogge alcuni luoghi si allagavano in fretta, ma era uno spettacolo vedere bambini e adulti vivere con entusiasmo e gioia questa pioggia che portava un po’ di frescura, lavava le strade e molto spesso era un’occasione per ballare e saltare in mezzo alla pioggia.

La povertà è un po’ ovunque e dispiace dirlo ma ai primi giorni di stupore e meraviglia lentamente ci siamo abituati quasi accettandola come un elemento tipico dell’India. Abbiamo incrociati bambini scalzi, sporchi ma sorridenti, persone di cui non si capiva l’età stese a dormire su improvvisati giacigli, vecchi che indossavano abiti consumati che trascinavano il loro carro , donne che portano contenitori d’acqua in testa, bambini al collo con una eleganza principesca. Abbiamo visto le vacche sacre gironzolare per i vicoli e sdraiate in mezzo alla strada tra autisti che zigzagavano per schivarle, scheletrici cani spesso con ferite ed ustioni importanti che si rincorrevano, scimmie che assalivano i fruttivendoli e negozianti di sementi in continua lotta con gli uccelli … e ancora cammelli liberi nel deserto ed elefanti usati per giocare a calcio.

Abbiamo scattato moltissime foto di donne in sari e uomini con il turbante, cercando di rubare spaccati di quotidianità, una donna che acquistava la frutta, un anziano che beveva un chai, un venditrice di bracciali, un bambino che giocava con un cerchione di un’auto.

Con la guida abbiamo cercato di capire e comprendere meglio il sistema delle caste, che ci sempre più apparso come un’enorme ingiustizia, che colpisce soprattutto i più deboli vecchi e poveri e che tutti sembrano accettare con impotenza e rassegnazione.

Maria Lucia e Giorgio commentano

Preparazione collane di fiori sul rive del Gange a Varanasi

Abbiamo anche incontrato un’intensa attività spirituale. Dai semplici indiani che quotidianamente fanno la loro offerta o puja, bramini sacerdoti che danno benedizioni, pellegrini che percorrono migliaia di chilometri per visitare una tempio o una sacra dimora, fino al sadhu persone che hanno rinunciato alla loro condizione sociale per impegnarsi in una rigida pratica spirituale, anche se a volte sembrano più presi a fumare che alle questioni spirituali.

L’India e gli indiani emozionano, la gente è sorridente, accogliente, positiva e generosa … a volte serve un po’ di tempo per capirli o forse è più corretto dire che a volte gli indiani si fanno aspettare … ma l’India è un paese che non vuole fretta, e che va preso con calma. Purtroppo il nostro viaggio di 20 giorni è stato lungo per i canoni occidentali ma breve e veloce per un paese come l’India.

In conclusione l’India e gli indiani non mi hanno affatto deluso, anzi hanno solo fatto crescere il rammarico di non esserci stata prima ma spero in futuro di riuscire a recuperare in parte con altri viaggi. In fondo come mi è stato più volte ripetuto dagli indiani non esiste una sola India ma esistono diverse Indie che convivono assieme.

Maria Luisa e Giorgio
luisagenovesi@virgilio.it

P.S.: grazie Samuele per l’organizzazione del viaggio, per la competenza e professionalità durante e prima della partenza. In India siamo stati molto soddisfatti degli hotel dove abbiamo pernottato, alcuni con camere e servizi oltre le nostre aspettative. Le guide si sono dimostrate all’altezza alcune più gentili e disponibili, altre più asciutte e meno aperte. Il nostro autista Ram attento, professionale,  sempre premuroso ha risposto con gentilezza a tutti i nostri quesiti anche quelli più insoliti.

Maria Luisa e Giorgio commentano

Negozio per le vie di Bundi

Carlotta commenta il suo viaggio in Ladakh

Ciao Samuele,

ho preso tempo perché sto finendo di scrivere un articolo per un blog di viaggi e volevo mandarti le due cose insieme ma .. nel frattempo, ecco cosa ti dico del “nostro” Ladakh.

Il Ladakh è forte, intenso, immenso. Siamo stati felici di esserci affidati a te, alla tua esperienza e alla tua disponibilità.

Tonyot è diventato un amico. È stata una guida preparata e gentile. Ci ha preso per mano e portato nel meraviglioso mondo del buddismo tibetano che tanto ci è rimasto dentro. Ben lontano dal mostrarci solo dei monasteri: ci ha insegnato mantra, fatto parlare con monaci, insegnato i principi di meditazione, spiegato nel dettaglio il senso della sua fede.

Yontan guida con prudenza e confidenza ed è un uomo gentilissimo e sorridente.

Non c’è niente di quello che abbiamo visto o fatto che avremmo evitato. È stato tutto bello, denso, pieno di fascino.
È stato più di un viaggio, è stato un pezzo di vita vissuta intensamente per cui … grazie!

Carlotta
carlotta@vanilla.marketing

Cristina, Maria e Bruno commentano il loro viaggio in Tamil Nadu e Kerala

Buongiorno Samuele,

volevo ringraziarla per aver organizzato un viaggio
assolutamente perfetto.
L’auto sempre in ordine e in ottimo stato.
L’autista è stato impeccabile
L’assistenza avuta puntuale e affidabile.
Ci siamo sempre sentiti in sicurezza nonostante l’imprevedibilità del monsone in Kerala
Viaggio molto più che riuscito.
Grazie davvero

Cristina, Maria e Bruno
prellecris@gmail.com

Aldo, Francesca, Lucio e Angela commentano il loro viaggio in India

Buongiorno Samuele,

siamo da poco rientrati, e volevamo ringraziarti per il viaggio. Io Francesca, Lucio e Angela siamo rimasti molto soddisfatti dell’organizzazione del viaggio, dei servizi in India e dell’assistenza in loco anche se non ne abbiamo mai avuto bisogno, visto che tutto è filato liscio.

In dettaglio l’autista Ram è stato eccezionale, paziente per il traffico e caos indiano, guida sicura e impeccabile, gentilissimo e protettivo con noi e dopo i primi giorni dove per timidezza era di poche parole lentamente si è sciolto ed è diventato un caro amico.

Le guide locali tutte all’altezza, forse qualcuna più preparata e più portata a fare questo lavoro, altre un po’ meno. Tra queste ti segnalo quelle di Jaisalmer e di Varanasi che si sono dimostrate un gradino sopra le altre.

Quanto agli hotel, tutti molto belli, ottimi servizi e puliti. E’ stato azzeccata anche il tuo consiglio per certi hotel magari più piccoli, semplici e intimi che ci facevano sentire a casa. Ci è piaciuto moltissimo l’ITC Mughal di Agra, il Royal Heritage di Jaipur, il Rohet Garh di Jodhpur e il Bundi Vilas a Bundi.

Ci è spiaciuto un po’ non aver fatto l’uscita in barca sul Varanasi causa livello dell’acqua troppo alta, ma la visita dei ghat e dei templi a Varanasi è stata molto apprezzata anche grazie alla guida. Cercherò il film “Tra la Terra e il Cielo” e penso che potrò apprezzarlo meglio adesso dopo aver visitato l’India e Varanasi.

Grazie anche ai tuoi suggerimenti culinari che ci hanno permesso di limitare i disagi e non rovinarci la vacanza.

In conclusione ti ringraziamo ancora per tutto anche per la pazienza ad aver risposto ai nostri numerosi quesiti. Non ti preoccupare passeremo il tuo nominativo ai nostri amici e conoscenti che volessero fare un viaggio in India.

A presto, un saluto da
Aldo, Francesca, Lucio e Angela

Cinzia, Elio e Dario e il loro incontro con un paese magico, il Ladakh

Genova, 8/08/2018

Ci sono luoghi, come certi incontri, che risuonano in noi con maggiore intensità di altri. Ci sembra di averli attesi  per tanto tempo e sorridiamo al pensiero di quanto è pragmatico e inutile dirci che   avremmo potuto andare loro incontro prima. Prima forse, (lo sappiamo), non saremmo stati pronti e non sarebbe dunque stata la stessa cosa.

Di un incontro vi parlo oggi, il nostro incontro con un paese magico, il Ladakh, dove il tempo è trascorso senza lasciare troppe tracce e, anche quando lo ha fatto, non si è permesso di trasformarne l’incanto.

Tre storie, età, formazioni ed esperienze diverse, quella mia, di mio marito e di nostro figlio Dario di tredici anni: tornati in questi  giorni dal nostro viaggio, tutti e tre  felici e grati di essere partiti come poche altre volte era accaduto in passato.

Cinzia, Elio e Dario il loro incontro con un paese magico, il Ladakh

Arriva un momento, dopo tanti anni di viaggi in località non sempre “ ovvie” (ammesso che di queste ultime ne esistano davvero), in cui il già vissuto e il già visto, (per quanto ci si impegni a purificare e lasciare emergere  quello stupore e  quel candore possibili in ogni piega dei luoghi e dell’esistere),  sembrano vestire le nuove partenze  di  qualche moto di entusiasmo in meno. Ce ne accorgiamo, talvolta, noi adulti, non certo Dario, nostro compagno di viaggio da quando aveva 6 mesi e per il quale ogni angolo ancora inesplorato è solo occasione di nuove sfide e  di meraviglia intatta.

Quando però un  posto e la sua gente riescono a toccare corde  profonde, emozionare e commuovere ( e di questo il Ladakh è davvero capace)  vuol dire che quello è il luogo dove hai trovato qualcosa che forse non sapevi neppure di stare cercando.

Le emozioni , se non se ne ha paura, sono sempre  le  maestre più preziose.

Al  Ladakh avevamo pensato tante volte in passato, per l’interesse nei confronti della filosofia Buddhista e per il nostro amore per la montagna: quanti altri motivi inaspettati abbiamo ora, invece, per sognare di tornarci, un giorno.

Poi,  la scorsa  primavera, la decisione di organizzare la partenza per luglio e la scelta di utilizzare la collaborazione di  Samuele Fracasso, di  India Nepal Viaggi; in lui, sia nella fase di preparazione  che in quella precedente la partenza,  abbiamo trovato un supporto professionale, affidabile e veloce; ci è parso appassionato e capace. Una volta arrivati a Leh,  base e luogo di partenza dei vari spostamenti, l’accoglienza dell’agenzia locale ci ha convinto di avere scelto bene. Anche in questo caso si è trattato di un team di persone affidabili e capaci.

Il programma di viaggio proposto era completo e ben strutturato e permetteva, tra l’altro, l’acclimatamento,  quindi la prevenzione della sintomatologia del mal di montagna e la possibilità di assistere ad uno degli splendidi  festival : una prima settimana  è stata dedicata dunque ai  tanti monasteri vicini e lontani da Leh, al festival di Dak Thok Tse-Chu e ad un trekking nella zona del Moonland.  Non ci sono parole per descriverne la bellezza, lo splendore degli affreschi, la complessità e saggezza dei significati veicolati  e l’atmosfera di struggente spiritualità che vi si respira. Il vento leggero, compagno di viaggio quotidiano,  ancor di più là, a contatto con quei cieli blu, sembra ricordarti che nulla di quello che, in certi momenti, vorresti  trattenere delle esperienze, sarà mai tuo se ti ci aggrappi, ma  è proprio e solo in quel lasciare andare,  che col suo  soffio  il vento ti ispira, che  ti scopri ad intuire, con un sorriso, che non si è mai troppo lontani per (ri)trovarsi.

La seconda settimana è trascorsa alla scoperta della  Nubra Valley e della zona a Sud Ovest e ad Est di Leh dove i paesaggi, gli alti passi, le formazioni geologiche incredibili, i picchi innevati, le distese desertiche, i laghi dai colori mozzafiato, non possono essere catturati da alcuna fotografia e ripresa, né descritti a parole:  colori incredibili, cieli da cartolina, strade difficili lungo cui fare incontri speciali.

Potrei continuare a lungo nel  raccontarvi quanti incontri e luoghi in Ladakh ci hanno reso felici di essere partiti e sicuri che vorremmo un giorno tornare.

Potrei raccontarvi di una cucina semplice e gustosa provata nei molti ristoranti di Leh e altrove, dei mille sorrisi della gente del posto,  dei colori, odori  e  profumi  intensi e diversi da ogni altro luogo visitato; anche tanto  differenti dalla “mia” India e dal Nepal, più volte visitati e tanto amati. Potrei dirvi dei sogni di Dario di fronte a quelle montagne altissime, il sogno di chi, già alpinista in erba, può davvero sognare di raggiungere, un giorno,  alcune di quelle cime. Potrei dirvi del desiderio di riuscire ad esprimere la gratitudine per le cure ricevute, fatte di piccoli gesti, da parte di  chi là ci ha accolto.

Diverso, per ognuno di noi tre, il frammento di viaggio e il momento  che ci ha convinti di essere nel luogo “giusto”, proprio quello che avremmo voluto scoprire, personale  il motivo per cui considerare questi luoghi magici e insostituibili nei nostri ricordi: variegato, mutevole e in parte inafferrabile tutto questo, come solo le esperienze intense e profonde sanno  e devono essere.

Su un aspetto  siamo concordi: le persone che ci hanno accompagnato in  questo viaggio, Norphel, la nostra guida nella prima parte del viaggio, conoscitore attento ed appassionato della materia, sensibile,  profondo, vero,  e Ganesh, prudente, timido  e capace, l’autista  durante tutto il soggiorno,  sono entrati nei nostri cuori per rimanerci. Gentili, pazienti, professionali, ispirati, preparati. Potrei continuare a lungo, ma non riuscirei a rendere l’idea.

A noi sembra di avere lasciato là degli amici  e speriamo davvero, prima o poi, di avere occasione di riabbracciarli.

Infine, una riflessione: delicato e fragile il Ladakh, è nostro compito  preservarlo; se in ogni luogo è bene essere consapevoli dell’impatto del nostro passaggio, come visitatori,  ancor più forse  questo messaggio deve essere chiaro in paesi come questo, dove per motivi legati alle distanze, alla relativamente recente apertura al turismo, ad una cultura ecologica che deve convivere  con una sussistenza talvolta complicata, quel passaggio, se sbadato, può risultare catastrofico per l’ambiente e la gente che lo abita.

Un grazie, in ultimo,  anche all’autista Swai, elegante e carismatico, che ci ha accompagnato negli ultimi due giorni a Delhi ed Agra , quando abbiamo visitato il Taj Mahal dando la possibilità a Dario di assaporarne, per la prima volta, la bellezza e la poesia.

A chi , con gentilezza e rispetto, si avvicinerà a questi luoghi dico di partire (non rimarrà deluso!),  auguro di rimanerne incantato, come lo siamo noi e di quel ricordo incantato, di quell’incontro straordinario, con la terra magica degli alti valichi e la sua gente, fare tesoro prezioso che allevi e scaldi come solo l’autenticità e la semplicità sanno fare.

Cinzia Termi, Elio e Dario Furfaro

Cinziantares@yahoo.it

 Eliosirio27@yahoo.it 

Cinzia, Elio e Dario commentano il loro viaggio in Ladakh

Goodmorning.
We confim you our good back home and we’d like to thank you again for your assistance, organization and care during the last weeks.

Our memories about Ladakh are wonderful and, even if if we travelled a lot, without agency, in the past years in many countries around the world (Asia included), Ladakh is a place where we think we’d love to come back. This is also thanks to you and your agency. We are grateful for it.

 

As already said in the feedback form,in the agency in Leh we met a very professional team and about Mr. Ganesh, the driver, and Mr. Norphel, the guide, we have no words enough (and it is not because I don’t speak a good english 🙂 ) for saying how much they have been professional,nice, patient and supporting. The same for Mr Nima.

Cinzia, Elio e Dario commentano il loro viaggio

Cinzia, Elio, Dario con la guida Norphel

About Mr Norphel, we think that we could not find a better guide (as a person and for the deep and accurate knowledge of the matter). Also in this case, for exaple, it not usual to be able to instill curiosity and desire to know more in a 13 years old, about Buddhism iconography and meanings. Only a real, passionate and felt love for the matter could do it.
Dario started travel with us when he was 6 months and he visited many countries and he loved it but it is the first time in which he says “I’ll come back here alone when I’ll be 18”.
About montains there is no story, for him and for us (trekkers) this is like heaven; we think that for Dario to see those mountains has meant to start dreaming a step more ( for him, until last year the highest point reached by trek has been “only” a 4200!)……now he started reading again “Aria sottile”(a book about Himalayan expedition) and he’s talking about when he’ll be ready for it :).
It could be true that at 13 years (and not only !) each new dream could be able to be bettter and opened our mind and HEART, and travelling is a good help!

Finally it’s not so usual to meet people for 2 weeks and to think them as a friend. We feel us very lucky.

About hotel as per our feedback form all it has been ok.

Professional and nice the driver in Agra and good trip also in this case.

So, thank you again and good life.

Cinzia Termi, Elio Dario Furfaro
cinziantares@yahoo.it


Buongiorno.
Ti confermiamo il nostro buon rientro a casa e vorremmo ringraziarti ancora per la tua assistenza, organizzazione e cura durante le ultime settimane.

I nostri ricordi sul Ladakh sono meravigliosi e, anche se abbiamo viaggiato molto negli ultimi anni in molti paesi del mondo (Asia inclusa), il Ladakh è un posto dove pensiamo che ci piacerebbe tornare. Questo è anche grazie a te e alla tua agenzia. Siamo grati per questo.

Come già detto nel modulo di feedback, nell’agenzia di Leh abbiamo incontrato un team molto professionale. Per l’autista Mr Ganesh, e la guida Mr Norphel,  non abbiamo parole sufficienti (e non è perché  non parlo un buon inglese :)) , per dire quanto sono stati professionali, gentili, pazienti e di supporto. Idem per Mr Nima.

Riguardo a Mr Norphel, pensiamo che non potremmo trovare una guida migliore (come persona e per la profonda e accurata conoscenza delle materie). Anche in questo caso, per esempio, non è usuale poter instillare curiosità e desiderio di sapere ad un tredicenne, dall’iconografia ai significati del buddismo. Solo un amore vero, appassionato e sentito per la materia può giustificarlo.
Dario ha iniziato a viaggiare con noi quando aveva 6 mesi e ha visitato molti paesi e l’ha sempre amato, ma è la prima volta che dice “Tornerò qui da solo quando avrò 18 anni”.
A proposito di montagna non c’è storia, per lui e per noi (trekker) questo è come il paradiso; pensiamo che per Dario dopo aver visto queste montagne abbia iniziato a sognare un passo successivo (per lui, fino all’anno scorso il punto più alto raggiunto in trekking era stato “solo” un 4200!) … ora ha ricominciato a leggere “Aria sottile” (un libro sulla spedizione himalayana) e parla di quando sarà pronto per questo :).

Potrebbe essere vero che a 13 anni (e non solo!), ogni nuovo sogno può essere in grado di migliorarci, aprire la mente, il CUORE, e viaggiare è un buon aiuto!

In conclusione, non è così comune incontrare persone per 2 settimane e pensarle come amici. Ci sentiamo molto fortunati.

A proposito di hotel come da nostro modulo di feedback tutto è stato ok.

Professionista e simpatico l’autista ad Agra e buon viaggio anche in questo caso.

Quindi, grazie ancora e vita felice.

Cinzia Termi, Elio Dario Furfaro
cinziantares@yahoo.it