I giardini di Mandore a Jodhpur, antica capitale del regno Marwar

I giardini di Mandore a Jodhpur

Nel cuore del Rajasthan a circa 8 km da Jodhpur si trovano i giardini di Mandore. I giardini sono quello che resta della città di Mandore anticamente chiamata Mandavyapur che è stata antica capitale del regno Marwar prima di essere spostata a Jodhpur dal re Rao Jodha.

Storia di Mandore

Nel VI secolo d.C. Mandore era la sede principale dell’autorità di Pratiharas di Mandavyapura. Dopo la disintegrazione dell’impero Gurjara-Pratihara, un ramo di Pratiharas continuò a governare a Mandore.

Nel 1395 la principessa della dinastia Pratiharas sposò il re Rao Chunda della dinastia di Rathore, che ricevette in dote il matrimonio del Forte di Junagarh del Mandore e la capitale del regno venne qui trasferita. Nel 1427 Mandore divenne la sede del clan Rathore e Rao Rinmal Rathora divenne il governatore di Mandore. Oltre a questo, Rinmal fu anche amministratore del regno di Mewar fino al 1438, quando fu assassinato dal sovrano Mewar, Rana Kumbha, che poi assunse il trono di Mandore.

Rao Jodha (1438-89), figlio di Rao Rinmal, fuggì dall’assassinio e  riparò a Marwar da dove tentò di riconquistare Mandore per diversi anni, ma tutti i tentativi fallirono.
Solo nel 1453, Rao Jodha riuscì a riavere Mandore.

I giardini di Mandore a Jodhpur

I giardini di Mandore ospitano, templi, cenotafi, terrazze e memoriali

Si narra che un santo o consigliere raccomandò a Rao Jodha di spostare la capitale in sicurezza sulle colline e quindi Mandore fu lasciata e Jodhpur fu fondata. Nel 1459 inizio la costruzione del forte di Mehrangarh in un nuovo sito a sei miglia a sud, su una roccia isolata con una elevazione più elevata e con migliori difese naturali e  Mandore iniziò ad essere gradualmente abbandonata.

Il forte di Mehrangarh che significa “forte del sole” venne ultimato dal maharaja Jaswant Singh (1637-1680).

I giardini di Mandore oggi

Dal suo abbandono l’antica città fu lasciata cadere in rovina. Ad oggi di quello che era l’antica capitale della dinastia Rathore, sono rimasti solo i giardini di Mandore, che sono in parte sopravvissuti all’usura del tempo e ricordano ai visitatori il glorioso passato della città.

Oggi il sito dei giardini di Mandore è in parziale stato di abbandono, alcuni spazi sono particolarmente sporchi, altri spazi sono chiusi o delimitati per rischio crolli e le scimmie hanno preso il controllo di alcune aree del sito.  I giardini di Mandore ospitano antichi templi, terrazze di roccia molto belle, memoriali e tombe i  cenotafi (chhatris) della famiglia dell’antica dinastia. Se comunque siete di passaggio a Jopdhpur e vi avanza del tempo fate una visita a questo sito, perchè alcuni strutture architettoniche dei templi meritano la visita, ed è inoltre molto bello vedere come in alcuni casi la natura sia ritornata in possesso di alcuni spazi.

La leggenda di Ravana

Si narra che Mandodari la moglie di Ravana (re demoniaco di Lanka con dieci teste), sia originaria di questa stessa città. Ciò significa che Ravana è genero della città di Mandore. La gente della città effettivamente riconosce questo fatto. C’è una misteriosa caverna a Mandore che si ritiene sia la porta dell’inferno. Un sacco di persone sono entrate in questa grotta ma non sono riuscite a trovare la sua fine.

Secondo le credenze locali, questa grotta è un sentiero per l’inferno. Credono che Ravana sia arrivato in città da questa stessa grotta per sposare Mandodari. Un sacco di persone ha cercato di trovare il punto finale della grotta, ma molti di questi non sono riusciti a trovare la via d’uscita e sono morti.
Questo è il motivo per cui il governo indiano ha vietato alle persone di entrare nella grotta, e ad oggi per accedere alle grotte serve un permesso speciale.

i strutture architettoniche dei templ

Dettaglio sculture templi presenti a Mandore

Tornando alla leggenda, dopo il matrimonio di Ravana, si dice che alcuni dei suoi parenti siano rimasti a Mandore e ancora oggi potrà capitare di imbattersi in persone che si considerano discendenti di Ravana.

Per questa ragione quando in tutta l’India di festeggia Dussehra e si bruca l’effige di Ravana, a Mandore la popolazione locale rimane a casa e piange la sua morte.

Fino a qualche anno fa questa adorazione avveniva all’interno delle mura domestiche, ma nel 2008 è stato costruito un tempio dove è stata posta una statua di Ravana che invoca il dio Shiva. La statua è alta sei piedi e mezzo e fatta di pietra arenaria di Jodhpur. Da allora, i discendenti di Ravana lo adorano ogni giorno in questo tempio. Ricordano e celebrano Ravana come il grande re di Lanka che fu benedetto da Shiva ed è considerato uno dei più grandi studiosi del suo tempo.

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