La bellezza delle rovine abbandonate di Mandu

Mandu è una città forte anche conosciuta come Mandav o Mandavgad, ed  è situata su un altopiano a 600 metri sulla cresta della catena montuosa di Vindhya nella regione occidentale del Madhya Pradesh. E’ circondata su tre lati da una profonda gola chiamata Kakra Koh (voragine tortuosa).

Il grande imperatore Mughal Jahangir ha testimoniato nelle sue memorie, come “non ci sia nessun posto così piacevole nel clima e così bello nel paesaggio come a Mandu durante la stagione delle piogge“.

Durante l’autunno, le rovine abbandonate di Mandu si vestono di verde con ruscelli turbolenti e torrenti che corrono giù nel burrone circostante, presentando uno spettacolo magnifico. Una dozzina di laghi e laghetti freddi e oscuri, annidati nelle cavità, formano eccellenti terreni di riproduzione per anatre, oche e altri uccelli acquatici.

La fertile pianura di Nimar che si estende per mille metri sotto l’altopiano, con corsi d’acqua sinuosi e campi verdi e sorridenti, crea uno sfondo molto pittoresco.

La città fortificata di Mandu è circondata da mure che ne delimitano la città interrotte dai portoni di accesso e bastioni. Si contano circa 12 gate di accesso e il principale è il Delhi Darwaza, ingresso principale alla città.
Le principali attrazioni turistiche di Mandu sono le seguenti.

Jahaz Mahal

Scolpito nello splendore degli artigiani di Delhi, il Jahaz Mahal è un gioiello costruito intorno tra il 1436 e il 1439.  Situato su una stretta striscia di terra tra due laghi, il Kapur Talao e il Munj Talao, questo fa sembrare l’edifico come se fluttuasse e personifica la bellezza romantica di Mandu. Il suo nome significa “Palazzo della nave”, perché assomiglia a una nave. Ha un’apparenza di leggerezza e ariosità. Sul tetto del Jahaz Mahal ci sono piccole cupole, ariosi chioschi e balconi a strapiombo. Un effetto molto affascinante viene prodotto quando le acque calme dei laghi riflettono la bella sagoma dell’edificio nel chiaro di luna. Sembra quasi che l’edificio fluttui e si muova con grazia nella brezza leggera.

Al piano terra ci sono tre grandi sale con corridoi freddi in mezzo. I padiglioni proiettano dal retro delle sale sopra il Munj Talao. Il padiglione centrale ha un soffitto a cupola decorato con una fascia di piastrelle blu e gialle. C’è un bagno ben progettato all’estremità settentrionale. Si dice che il palazzo fosse interamente presidiato da donne.

Moschea di Dilawar Khan

Costruita nel 1405 è uno dei primi edifici musulmani a Mandu e destinata ai membri della famiglia reale della dinastia Ghauri. La moschea si caratterizza per l’intricata lavorazione del marmo e per le sue enormi dimensioni.

La moschea Dilawar Khan a Mandu o Mandav

Tomba di Hoshang Shah

Dietro la moschea si trova questa tomba che contiene i resti di Hoshang Shah (1405-1434), un grande re guerriero, fu iniziata da lui ma completata da suo figlio e successore che morì presto. Il sarcofago di Hoshang, scolpito nella forma di una bara con bande arretrate, si trova al centro di un recinto quadrato sormontato da una grande cupola centrale con una piccola torretta a cupola ad ogni angolo e mostra il coinvolgimento della cultura afgana nell’arte e nella scultura dell’antica India. La squisita porta a sud è decorata con fasce di fiori di loto semidistrutti lungo i lati (ora in ristrutturazione).
La fama del palazzo fu così grande che i maestri costruttori di Agra furono inviati dall’imperatore Shah Jahan a studiare la sua architettura prima di preparare un progetto per il Taj Mahal.

Hindola Mahal

L’Hindola Mahal di Mandu è un’antica costruzione costruita sotto il regno di Ghiyas-ud-din. Con le sue pareti estremamente spesse e inclinate di oltre 77 gradi, è noto come il “Swinging Palace” perché i suoi fianchi particolarmente inclinati creano l’illusione che l’intero edificio ondeggi. La struttura ha la forma della lettera “T”. La sala fu probabilmente utilizzata per le udienze reali. L’esterno dell’edificio è puritanamente semplice e severo.

Padiglione di Roopmati

Tra i numerosi monumenti e palazzi che adornano la storica città di Mandu famosa per la leggendaria tragedia d’amore del principe Baz Bahadur e Roopmati c’è il Padiglione di Roopmati, una delle attrazioni turistiche più visitate di Mandu. Arroccato su una collinetta sul lato meridionale del Palazzo Baz Bahadur, Rani Roopmati Pavillion è da dove la regina avrebbe visto il palazzo del suo amato, Baz Bahadur

Dai-ka-Mahal

In raffinate ambientazioni naturali vicino al laghetto Sagar Talao è un altro monumento interessante. Vicino all’edificio sulla strada c’è un punto di eco estremamente interessante.

Ashrafi Mahal

Il palazzo di Gold Mohur era originariamente una scuola. Successivamente, fu trasformato nella tomba del suo costruttore, Mahmud Shah (1436-1439), il cui sarcofago fu collocato su una base di marmo giallo finemente scolpito. Le pareti erano rifinite con marmo bianco, giallo e nero. Si ritiene che la torre di sette piani fosse alta 150 piedi. A causa della scarsa manifattura, tutti e tre gli edifici si sono sgretolati, ma le loro rovine sono ancora impressionanti.

Questi sono i principali siti e monumenti, ma le rovine di molti altri edifici che raccontano la storia e lo splendore di Mandu sono sparse per tutta l’area, in alcuni casi confusa tra la fitta vegetazione che negli anni è cresciuta attorno.

Darya Khan’s Tomb a Mandu o Mandav

Info

Da un punto di vista climatico la stagione migliore per visitare le rovine abbandonate di Mandu va da ottobre e marzo, ma i palazzi e gli innumerevoli percorsi d’acqua e vasche si apprezzano meglio durante la stagione monsonica quando con la presenza dell’acqua la città sembra ritrovare la vitalità e lo splendore del passato.

Le sistemazioni a Mandu sono molto semplici e basic e il più delle volte la si visita in giornata da Indore che dista circa 90 km (in 2  ore circa) o da Maheshwar che dista circa 45 km ( in poco più di un’ora). L’aeroporto più vicino si trova a Indore

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