Zanskar – Il monastero di Phugtal
Nella remota regione dello Zanskar in Ladakh si trova uno dei monasteri buddhisti più remoti e spettacolari dell’India e del mondo, il monastero di Phugtal o Phuktal. I suoi edifici imbiancati a calce si aggrappano in modo spettacolare a un pendio roccioso, ma ciò che lo distingue è la gigantesca grotta sulle scogliere dove si trovano i templi principali del monastero.
Il monastero risale al XII secolo e ospita circa 40 lama, appartiene alla scuola Gelugpa del buddhismo tibetano e il nome “Phugtal” significa “grotta di liberazione”.
Il monastero venne fondato dal traduttore PhagpaShesrab nel XII secolo. Nel XV secolo, Shesrab Zangpo assunse la direzione del monastero e molti degli edifici del gompa furono costruiti nel periodo successivo. In seguito il monastero divenne un importante centro di studio e meditazione del buddhismo tibetano nello Zanskar
Architettura del monastero di Phugtal
Il monastero sorge sulla riva nord dello Tsarap, prima della sua confluenza con il Kargiak a Pure. Diversi chorten costeggiano il ripido sentiero che conduce al monastero mentre ci si avvicina al gompa, dopo aver attraversato un ponte sul fiume Tsarap.

Monaco con conchiglia rituale avvisa monaci
Attraversando il corridoio d’ingresso del monastero, si salgono scale buie come se si entrasse in una fortezza medievale. Lungo le scale si aprono porte che conducono a stanze isolate, e si incontrano curve brusche. Alla fine si raggiunge un ampio balcone, da dove si gode di una vista superba sul fiume Tsarap e sulle montagne circostanti. Questo ampio balcone è usato per mangiare, pregare e studiare.
Il dukhang, appena sopra il balcone, è piccolo e sporge nell’enorme grotta. Il gonkhang è un edificio rosso sulla sinistra, anch’esso sporgente nella grotta. Salite le scale a sinistra fino a uno stretto balcone al piano superiore, da cui si gode una vista panoramica sul monastero. Entrate nella grotta. Subito dopo il gonkhang c’è un chorten. Più avanti, nella caverna buia, si trovano alcune stanze abbandonate molto antiche, sul retro. È inquietante, e se volete scattare una bella foto della grotta e delle stanze, arrampicatevi sul tetto del dukhang con un obiettivo grandangolare montato sulla macchina fotografica.
Il dukhang è piccolo e non presenta troppe immagini. Sulla parete di fondo sono presenti delle caselle con i manoscritti delle scritture del Kangyur e un’immagine di Tara; ci sono anche degli affreschi raffiguranti Tsong-khapa e il Buddha Sakyamuni. Il pezzo forte della sala delle assemblee è una statua alta e bellissima di Maitreya in una teca di vetro nell’angolo destro.

Santuario Buddha Sakyamuni, Phugtal
Il gonkhang, a cui si accede da una porta stretta, confina con la grotta, di cui ha la parete laterale come una delle sue. Tamburi di varie dimensioni si trovano accanto al tavolo basso dove siedono i monaci; in un angolo si trova un mandala a forma di palazzo elaborato che i monaci contemplano quando meditano sulla divinità Yogashuddha. Sul retro, dietro una parete di classe, nell’oscurità, si trova un’enorme immagine velata del feroce Yamantaka, con 34 mani azzurrate e nove teste. Una statua più piccola di Mahakala e di altre divinità protettrici sono disposte di fronte.
Il santuario più significativo del monastero è la Tomba Lhakhang o Tempio del Maestro, ovvero il Buddha Sakyamuni. Situato sotto il balcone, il santuario ospita magnifici dipinti, alcuni dei quali risalgono al periodo Alchi, quando lo stile indiano (Kashmir) era in voga. L’immagine centrale raffigura Sakyamuni dorato con i suoi due discepoli, mentre i dipinti più antichi e belli si trovano sul soffitto: motivi floreali e angeli. Sulla parete destra si trova un affresco (eseguito in epoca relativamente tarda) di Bhainshajyaguru, il Buddha della medicina, mentre la parete sinistra è impreziosita da un dipinto di Vajrapani.
Attenzione le piogge degli ultimi anni hanno provocato danni e crolli di soffitti, per cui l’accesso a certe sale potrebbe essere vietato o limitato. I lavori di messa in sicurezze e restauro vanno avanti con molta lentezza sia per la mancanza di fondi ma anche per le difficoltà oggettive ad operare in queste condizioni ambientali.
Info da sapere
Phugtal si trova a un’altitudine di 3.850 m, sulla riva nord dello Tsarap, prima della sua confluenza con il Kargiak a Pure. In passato il monastero era completamente isolato perché privo di una strada d’accesso e d’inverno resta completamente isolato. Al momento in cui vi scriviamo confermiamo che è ancora isolato e non ha una strada di accesso, ma la strada percorribile con un fuoristrada si ferma a circa 45’ dal monastero, però i lavori sono in corso e nei prossimi mesi e anni la strada potrebbe arrivare fino al vicino villaggio, rendendo più facile l’accesso al monastero di Phugtal.
Uno dei modi più belli per raggiungere il monastero di Phugtal è con un trekking di tre giorni da Reru, il punto di partenza della strada 24 km a sud di Padum. Per la sua posizione stupenda e l’importanza storica, ancora adesso ne vale la pena, soprattutto perché il paesaggio lungo il sentiero è straordinario. Il trekking da Reru vi porta lungo la riva occidentale del Tsarap; di solito si fa tappa a Ichar la prima notte e a Purni la seconda. È possibile fare un viaggio di andata e ritorno a Phugtal da Purni e tornare a Reru il giorno successivo.
Oggi ci sono molti turisti che non hanno tempo per un lungo trekking fino a Phugtal e alcuni lo visitano in giornata da Padum. Personalmente non suggeriamo la visita in giornata da Padum ma il pernottamento in la semplice e spartana Phukthar Guest House n’café che si trova alla base del monastero.
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